Quanto sta accadendo in Medio Oriente conferma ancora una volta ciò che sosteniamo da tempo:

  • il futuro non è nell’UE e nella NATO
  • La crisi economica si intensificherà
  • I nostri presunti alleati non sono affidabili
  • Bisogna puntare su diversificazione economica e neutralità

 

Le basi militari USA/NATO sono un pericolo per la sicurezza nazionale…

La cooperazione militare con USA, UE e NATO viene spacciata come indispensabile per rafforzare la sicurezza.

La realtà è un’altra: in Medio Oriente, paesi non direttamente coinvolti nel conflitto sono stati duramente colpiti dalle ritorsioni iraniane, con infrastrutture militari ed economiche distrutte. Gli USA sono rimasti impotenti e indifferenti a guardare.

La “cooperazione” non ci rende sicuri: ci espone, trasformandoci in bersagli militari.

… e gli accordi per la fornitura di armamenti statunitensi non sono affidabili

Il fallimento immediato e il protrarsi delle operazioni militari hanno costretto gli USA a dirottare verso il Medio Oriente sistemi d’arma già promessi o dislocati in altri paesi.

Un’ulteriore conferma: quando entrano in gioco i propri interessi, gli alleati passano in secondo piano.

Il governo svizzero lo sa bene: basti pensare ai ritardi pluriennali nella consegna del sistema Patriot, destinati ora ad aumentare ulteriormente.

L’Unione Europea, quando non è guerrafondaia, è uno zerbino degli USA e della NATO

Ancora una volta, l’Unione Europea ha dimostrato la sua inutilità al mondo. Se, per il momento, non si è unita alle operazioni militari, nulla ha fatto per impedirle e cercare una soluzione diplomatica.

Siamo addirittura arrivati al punto che, come riporta il Times, “L’UE è pronta a subire qualsiasi punizione americana purché Washington non lasci la NATO.

I lavoratori e le imprese del continente pagheranno ancora una volta il prezzo, con una nuova crisi economica alle porte.

L’Occidente è in declino: bisogna diversificare immediatamente invece di legarsi ancora di più a UE e NATO

Dovrebbe ormai essere evidente a tutti che il blocco atlantico non è più in grado di dettare l’agenda, né di garantire una reale protezione ai cosiddetti “alleati”.

Rafforzare ulteriormente i legami politici, economici e militari – rinunciando a sovranità e neutralità – è un suicidio strategico.

La Svizzera deve fare retromarcia: si diverisifichino i partner commerciali e si riaffermi senza ambiguità la propria neutralità.