Tre esponenti del Partito Socialista Svizzero – il politologo Wolf Linder, il professore associato e studioso della neutralità Pascal Lottaz e il membro del Consiglio del Partito Leo Keller – hanno scritto una lettera aperta alla presidenza del proprio partito, criticando duramente la posizione assunta sull’iniziativa sulla neutralità e le modalità con cui la dirigenza del PSS sta conducendo la campagna.
Caro Cédric, cara Mattea,
In quanto membri attivi del PSS, dobbiamo protestare contro il modo in cui la dirigenza del PS sta conducendo la campagna per la votazione sull’iniziativa sulla neutralità.
Nel farlo, non vi fate scrupolo di ricorrere a palesi falsità:
Contrariamente a quanto sostenete, le sanzioni saranno ancora possibili. Anche in futuro la Svizzera applicherà sanzioni, vale a dire quelle dell’ONU. Sono le uniche che, agli occhi dell’intera comunità internazionale, sono giustificate. L’iniziativa, invece, stabilisce che la Svizzera non aderirà alle misure coercitive dell’UE né alle innumerevoli sanzioni imposte da singoli Stati, come gli Stati Uniti. Una gran parte di queste sanzioni, infatti, non viene imposta per motivi giuridici, bensì per interesse economico. Troppo spesso non seguono il diritto, ma la «legge del più forte». E qualcuno di voi ha mai preso atto del fatto che le misure coercitive economiche non sono uno strumento di pace, bensì uno strumento di guerra?
Nei confronti dei governi ottengono ben poco, ma sono devastanti per la popolazione civile e provocano in tutto il mondo più di mezzo milione di morti all’anno. La vostra affermazione secondo cui, con l’iniziativa sulla neutralità, la Svizzera diventerebbe un «ricettacolo per i profittatori di guerra» è completamente priva di fondamento.
Le imprese svizzere concludono affari discutibili non a causa della neutralità, ma perché sono redditizi. E ciò perché la legislazione svizzera sul commercio estero e sulle banche li consente.
L’insinuazione secondo cui per «Blocher e i suoi amici miliardari» non si tratterebbe della neutralità, bensì di un arricchimento personale, è un’accusa sotto la cintura.
Avete deciso il vostro no all’iniziativa sulla neutralità in modo arbitrario, senza aver consultato né l’opinione della base del partito né quella di un congresso di partito.
Avete paura dei membri che la pensano diversamente da voi e sperate in una bocciatura quanto più netta possibile dell’iniziativa. Proprio di questo, però, aveva messo in guardia l’ex presidente della Confederazione Michèle Calmy-Rey. Teme che in questo modo finiremmo per essere spinti nel campo dei «falchi della NATO».
Il vostro no all’iniziativa è iniziato quattro anni fa, quando avete copiato lo slogan della NZZ sull’iniziativa «di Blocher» e «di Putin». Da allora lo utilizzate come una narrazione discutibile che, a quanto pare, rende superflui ulteriori «argomenti». Insieme ad altri, siete in prima linea in una propaganda anti-Blocher e anti-russa che ha portato a una guerra di trincea tra i partiti. In questo confronto meschino del tipo «UDC contro tutti gli altri partiti» sono state sprecate le possibilità di un dibattito obiettivo e condotto sulla base di argomenti.
Eppure, in questa questione, è in gioco niente meno che la futura politica estera della Svizzera in una situazione mondiale incerta e minacciata dalla guerra.
Questo danneggia il nostro Paese e temiamo che danneggi anche la causa della socialdemocrazia.
Wolf Linder, Pascal Lottaz, Leo Keller
*Wolf Linder e Pascal Lottaz, insieme ad altri membri del PSS e dei Verdi che non si riconoscono nella posizione dei rispettivi partiti, animano il seguente sito internet “Neutralität für Frieden und Ausgleich”: https://swissneutralitynow.ch/