Registi e produttori per influenzare l’opinione pubblica
La NATO sta organizzando una serie di incontri a porte chiuse con registi, sceneggiatori e produttori cinematografici e televisivi in Europa e negli USA.
Secondo un articolo del Guardian, il tema centrale delle discussioni, che avvengono seguendo precise regole di riservatezza, sarebbe “la sicurezza in Europa e oltre”.
L’obiettivo? influenzare la narrazione sulla sicurezza, per convincere la popolazione sulla necessità del riarmo e della guerra.
Registi e produttori per influenzare l’opinione
Abbiamo già tre progetti concreti
Dall’articolo emerge come dalle conversazioni avvenute sarebbero scaturiti già tre progetti attualmente in fase di sviluppo, ispirati, almeno in parte, dalle discussioni. Progetti che un giorno potreste trovare nelle sale cinematografiche inconsapevoli che vi sia stato un aiuto nella fase di sviluppo da parte di un’organizzazione militare.
Non è necessario che il prodotto finale sia smaccatamente filo NATO o apertamente bellicista. È sufficiente che le discussioni e l’accesso privilegiato a determinate informazioni condizionino la creatività di registi e produttori al punto giusto, influenzando subdolamente la narrazione sulla sicurezza e l’Alleanza Atlantica.
Ma non tutti, fortunatamente, sono entusiasti.
“Indignati che l’arte venga usata per promuovere la guerra”
L’iniziativa non è piaciuta a diversi invitati che hanno accusato la NATO di voler sfruttare l’arte per veicolare un messaggio favorevole all’Alleanza o alla guerra.
La critica più feroce è quella di Alan O’Gorman, che taccia l’iniziativa di pura propaganda e aggiunge:
“Molte persone, me compreso, hanno amici o familiari […] che hanno sofferto a causa di guerre che la NATO ha combattuto e alimentato”.
Lo sceneggiatore traccia un collegamento con i media del suo Paese, l’Irlanda, accusandoli di alimentare una retorica allarmista perché sarebbe l’unico modo di convincere una popolazione che non vuole la guerra ad armarsi.
Ma tutto questo è davvero una novità?
È da quasi un secolo che si fa così
Sempre pronti a lanciare l’allarme sulle presunte ingerenze e la manipolazione da parte di alcuni Stati, pochi denunciano che gli USA più di tutti hanno innondato i continenti europeo e statunitense (e il resto del mondo) di propaganda ricorrendo al cinema.
Basti pensare che dal primo film premiato agli Oscar a oggi, un’unità del Pentagono supervisiona molte delle sceneggiature che vedono la luce a Hollywood, quando queste risultano vantaggiose per il Dipartimento o la nazione, quando possono favorire i programmi di reclutamento e fidelizzazione o semplicemente quando viene chiesto in prestito equipaggiamento militare.
Batman&Robin (1997), Iron Man, Elio, Jurassic Park, solo alcuni tra le centinaia di film le cui sceneggiature sono state approvate dal Pentagono.
Da Top Gun a…?
Se la CIA negli anni ‘50 acquistò segretamente il film animato di La fattoria degli animali per modificarne il finale, e se Top Gun puntava a rinnovare l’immagine della marina statunitense dopo la disastrosa guerra del Vietnam, è molto probabile che una delle prossime pellicole che vedrete su grande schermo vi mostrerà una Federazione Russa armata fino ai denti e pronta a invadere l’Europa, o una Repubblica Popolare Cinese determinata a conquistare un’isola indifesa, o una pericolosa teocrazia in Medio Oriente che minaccia di dotarsi di un arsenale nucleare.
O, più banalmente, sull’idea che in fondo sia bello imbracciare un fucile e andare in trincea.
Sarebbe il minimo pubblicare i nomi di questi film, quando vedranno la luce.