Il consigliere federale Ignazio Cassis ha visitato Kiev e Mosca per avviare colloqui con entrambe le parti volti a porre fine al conflitto in Ucraina.

Cassis si è recato in Russia in qualità di Presidente dell’OSCE e non in rappresentanza della Svizzera (e i media nostrani hanno dedicato tutti i loro sforzi a sottolineare questa differenza, sia mai che qualcuno pensi che il Responsabile del Diparimento degli affari esteri faccia ciò che il suo ruolo richiede, cioè occuparsi delle relazioni con gli altri Paesi).

Abbiamo però finalmente scoperto che si può parlare con un esponente del governo russo senza che ciò ti trasformi in un suo agente propagandistico.

Tuttavia, la visita è ormai inutile. Cassis avrebbe dovuto mantenere un dialogo con Mosca, come esponente del governo elvetico, immediatamente nel 2022 ponendosi come attore neutrale.

Ha invece preferito riprendere i 19 pacchetti di sanzioni UE (presto 20?) e perdere tempo a organizzare conferenze farlocche, da quella per la spartizione coloniale dell’Ucraina tenutasi a Lugano nel 2022 alla ridicola “Conferenza di Pace di alto livello” sul Bürgenstock nel 2024, di cui la Storia si è già dimenticata, tutto per compiacere UE e NATO.

Non a caso, mentre Cassis parlava con Lavrov, i colloqui di Pace, quelli veri, erano in corso ad Abu Dhabi.