38 milioni di morti

I media propagandano l’idea che le sanzioni siano misure che investono con precisione chirurgica le singole personalità o governi. La verità è completamente diversa.

Come finalmente dimostra anche uno studio della rivista scientifica Lancet, a farne le spese è esclusivamente la popolazione civile dei paesi presi di mira (e non solo).

E il bilancio è raccapricciante.

La ricerca calcola che dal 1970 al 2021, le sanzioni economiche avrebbero causato oltre 38 milioni di morti. Le più letali sono quelle USA e UE.

Più della metà di questi sono bambini sotto i 5 anni, seguiti dalla categoria degli anziani.

Gli autori sottolineano che gli effetti più letali non provengono dalle misure dell’ONU, ma da quelle unilaterali statunitensi ed europee. Non stupisce che la rivista del Dipartimento di Stato USA Foreign Affairs le definì “le armi di distruzione di massa per eccellenza”.

Iran, Venezuela, Yemen, Iraq, …

In Iraq si stima che oltre 500’000 bambini morirono solamente a causa del collasso del sistema sanitario provocato dalle sanzioni.

In Iran prima del 2018 l’UE esportava 807 milioni di $ in farmaci. Anche se il sistema sanitario iraniano non è toccato dalle sanzioni, le banche evitano i pagamenti dei farmaci.

Le sanzioni inoltre accentuano fenomeni come economie sommerse parallele, corruzione e contrabbando che aggravano il disagio e favoriscono la criminalità.

L’effetto boomerang

A essere colpita è anche la popolazione stessa del governo che le ha emanate, basti vedere come le sanzioni dell’UE alla Russia hanno contribuito all’esplosione dell’inflazione e all’acuirsi della crisi economica sull’intero Continente.

Soltanto in Germania si stima che dal 2022 a oggi sarebbero già andati persi fra i 200’000 e i 300’000 posti di lavoro nel settore industriale.

L’UE avrebbe inoltre speso una cifra aggiuntiva vicina ai mille miliardi di dollari solo per le importazioni energetiche nel periodo 2022-2024.

NO alle sanzioni unilaterali

Le sanzioni non sono un gioco per soddisfare un capriccio morale e, soprattutto, non funzionano. Uccidono più delle guerre e delle repressioni e colpiscono esattamente quelle persone che si dice di voler aiutare, oltre alla popolazione stessa di chi le attua.

È inaccettabile minimizzarne gli effetti o parlare di danni secondari: sono uno strumento politico che l’Occidente utilizza per mantenere il proprio dominio e che perseguono esattamente il fine desiderato: morte e miseria.

Ecco perché come associazione siamo fermamente contrari all’allineamento della Svizzera ai regimi sanzionatori unilaterali.